Gorgia (Rappresenta la fase più estrema del pensiero)
Nella sua opera Intorno al non ente, Gorgia demolisce ogni pretesa di verità assoluta attraverso tre affermazioni paradossali:
• Nulla esiste: se l'essere esistesse, presenterebbe contraddizioni logiche insolubili (come dimostrato dalle tesi opposte dei filosofi naturalisti).
• Se anche qualcosa esistesse, non sarebbe conoscibile: il pensiero non è uno specchio fedele della realtà; noi possiamo pensare cose inesistenti, dunque non c'è corrispondenza tra mente e realtà.
• Se anche fosse conoscibile, non sarebbe comunicabile: la parola ha una natura diversa dalle cose. Il linguaggio è un mezzo inadeguato che non può identificarsi con la realtà oggettiva.
Poiché il linguaggio non può più esprimere la verità, esso diventa un puro strumento di persuasione:
• Forza ammaliatrice: la parola è una "potente signora" che agisce come un farmaco o una droga, capace di dominare i sentimenti e "stregare" l'animo degli ascoltatori.
• Efficacia persuasiva: la credibilità di un discorso non dipende dalla sua verità, ma dalla forza persuasiva utilizzata per conquistare il consenso di un pubblico considerato passivo.
La visione tragica e l'Encomio di Elena
Gorgia propone una visione tragica dell'esistenza, dove l'uomo non è libero né responsabile delle proprie azioni:
• Irrazionalità: la vita è soggiogata da forze ignote e incontrollabili come il caso, il fato e le passioni.
• L'innocenza di Elena: nell' Encomio di Elena, Gorgia difende la donna sostenendo che non sia colpevole per la guerra di Troia. Se ha agito per volontà divina, forza fisica, persuasione della parola o passione amorosa, è stata comunque priva di libero arbitrio e quindi non condannabile.
pensiero sofistico evolve successivamente in diverse direzioni:
• Prodico di Ceo: si concentra sull'etimologia e sull'arte dei sinonimi, analizzando le sfumature dei vocaboli per evidenziare come il mondo umano sia un prodotto della cultura e della convenzione.
• Ippia e Antifonte: introducono la distinzione tra legge di natura (immutabile e uguale per tutti) e legge positiva (mutevole e relativa ai singoli Stati).
• Trasimaco: afferma che la giustizia non è un valore universale, ma è semplicemente "l'utile del più forte", ovvero uno strumento usato dai potenti per garantire i propri interessi.
• Eristica: rappresenta la fase finale del movimento, in cui la retorica diventa "arte di battagliare con le parole" per ottenere la vittoria nel dibattito a prescindere dalla verità o dalla morale.